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Curiosità storiche (030)                  

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I luoghi del lupo nel pinerolese


   Un toponimo, cioè il nome assegnato ad un luogo da parte di una comunità, non viene mai soppresso di brutto. Spesso il suo abbandono, perchè non più rispondente alla sua funzione di indicare e di localizzare un determinato luogo, avviene quando vengono a mancare i contenuti di riferimento e/o le ragioni "culturali" che portarono alla sua formulazione, e questo potrebbe essersi verificato, ad esempio, per le varie nominazioni riferite al lupo.

   La toponomastica attuale del nostro territorio conserva probabilmente solo una parte di queste relazioni animale-luogo intercorse nel passato, ma in questo mantenimento, nonostante la scomparsa dell'animale, c'è un indubbio riconoscimento del loro valore informativo/descrittivo avuto nel passato e protrattosi poi nel tempo.

   Naturalmente, se tutta questa memoria si è conservata, lo si deve pure al personaggio, alla sua forte animalità ed al ruolo simbolico che gli venne attribuito. Chissà, se nel caso di una sua ricomparsa, si rimetterebbe in moto un analogo processo di nominazione di un luogo? Dal punto di vista linguistico, il termine piemontese "luv" prevale nella fascia pedemontana, nella prima pianura e nel fondovalle orografico sinistro della bassa Val Chisone, mentre nel resto del territorio valligiano domina "loup". Con entrambi i termini, la tana risulta comunque il luogo indicato più ricorrente.

   L'elenco che segue, per forza di cose incompleto, dal momento che spesso un toponimo ha validità solo in un ambito territoriale molto ristretto, si riferisce a nominazioni ancora in uso sul nostro territorio. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno fornito indicazioni.

Pinerolese Pedemontano:

- Lupi (frazione di Piossasco, nei pressi della confluenza del Noce nel Chisola ) uno dei pochi toponimi a documentare la presenza dell'animale in pianura, confermata ufficialmente fino nella prima metà del secolo scorso.
Una costruzione (una cascina o un pilone o...) associata al lupo, nel territorio di Piscina verso Tavernette o verso la frazione Luisetti ricordava fino a prima della guerra le sue predazioni locali dell'inizio del secolo scorso, rimaste a lungo nella memoria degli abitanti del posto e tra l'altro documentate anche ufficialmente.

- Coumba dij luv (a monte della frazione Oreglia-Cumiana).
Due toponimi riferiti al lupo, dei quali non è stato possibile recuperare l'esatta ubicazione e la precisa denominazione, si trovavano poco distanti dalla strada che dalla frazione Allivellatori (Cumiana) conduceva verso il colle di Trana.

- Cantalupa (poichè esiste un toponimo simile sull'appennino ligure-piemontese, ma terminante in "o", la specificità della finale in "a" non dovrebbe essere di troppa rilevanza). In base alla "informazione" descritta, si potrebbe pensare ad una presenza costante di lupi in zona, annunciata appunto dai loro versi o dai loro ululati e gli avvistamenti di fine ed inizio secolo sullo spartiacque con la val Lemina potrebbero essere una conferma di questa frequentazione.
D'altra parte, considerando anche più verosimilmente il termine piemontese "cant" (lato/parte), si ritrova ugualmente un'indicazione di vicinanza a dove vivevano i lupi. Si deve inoltre tenere presente che "lup" è pure una radice pre-indoeuropea indicante pietra, lastra di pietra, il che ovviamente sposta il riferimento dall'animale ad un aspetto morfologico del territorio.

- Prà del Luv (Cantalupa), radura/prato situata a monte della frazione di San Martino, seguendo il sentiero che sale alla volta dei Tre Denti.

- Crepalupo (Case, alta Val Lemina), piccola frazione isolata e sul limitare di estese aree boschive che, secondo la tradizione, avrebbe assunto il nome dalla diceria che voleva che qui venissero appunto i lupi a morire.

- Bric del Luv (Riaglietto-Pinerolo), modesto rilievo, in parte roccioso sulla sommità, sul versante orografico sinistro della Conca di Riaglietto/Abbadìa Alpina. Riconosciuto con questa denominazione fino agli anni cinquanta, con il Castel del Lupo (S. Secondo), quasi dirimpettaio sull'altro versante, è tra i riferimenti più a valle di questo animale.

- Castel del Lupo, rilievo collinare a ridosso dell'abitato di Miradolo. La Storia conferma la presenza di un importante castello qui situato, senza fare alcun riferimento all'animale, elevato invece a questa notorietà da una leggenda locale che lo vuole però sconfitto da parte di un numero incredibile di gatti che avevano trovato rifugio tra i ruderi del castello, mentre cercava di impossessarsi di un agnello. Al di là del racconto, e ammesso che la denominazione non si riferisca a qualche personaggio qui vissuto (ipotesi non trascurabile), è probabile che il toponimo sia da porsi anche in questo caso in relazione ad una frequentazione significativa del lupo per il contesto locale.

- Platea de Podio de Lupo (Villafranca Piemonte,  attestato in documenti ufficiali, relativo ad un luogo dove venne eretta una forca? 

- Tampa del Luv (Monte Bracco), presunta tana dell'animale, individuabile percorrendo la vecchia strada Barge- Paesana, attraverso il Bracco.

- Barma'd Luv, anfratto naturale nei boschi tra Envie e Revello.

Val Pellice 

- Chiot dar Loup (Torre Pellice), pianoro erboso con alcune baite verso la Sea del Vandalino, che nel secolo scorso avrebbe visto le scorrerie del lupo ed i suoi assalti ai recinti dei gregge.

- Passo dar Loup (Pa da Loup), valico sullo spartiacque Val Pellice/Val Germanasca ad oltre 2500 metri, vicino al Colle Giulian.

- Barma dar Loup (Val d'Angrogna:  Pra del Torno), riparo solitario a monte della località Arvura. 

Val Chisone

- Loubè (boschi di Roccapiatta-S.Germano), luogo in cui si mettevano le trappole per i lupi .

- Cro' daa Loup, zona caratterizzata da grosse pietre, a monte della strada per il colle del Laz Arà: tana/rifugio del lupo. 

- Pra da Loup (zona di Pralarossa), località dove si distinguevano bene gli animali in arrivo.

- Rocche del Luv (comune di Villar Perosa), dove, attualmente, c'é il ripetitore di Canale 5.

- Balma dar Luv (alto vallone di Grandubbione), anfratto naturale lungo i pendii che salgono verso lo spartiacque con la Val Lemina (zona Crò), ritenuto una possibile tana dell'animale. Altre due tane del vallone, "toponomasticamente" parlando, si troverebbero: la prima, detta la Truna, sul versante del rio Grandubbione, a monte di Serre Marchetto, e la seconda, tra gli anfratti che salgono al monte Cucetto.

- Roc (o Rocca) dar Loup (Val Troncea), a sud-ovest della frazione Seytes.

- Coumbo/a daa Loup (potrebbe però trattarsi anche di un prato), vallonetto sul confine tra il territorio di Pragelato e quello di Usseaux sul versante orografico sinistro, indicato con questo toponimo fino agli anni 30/40. 

- Passau daa Loup (Villaretto), stretto ed impervio passaggio sotto il Selleries.

Val Germanasca

- Tuno da Loup (Inverso di Pomaretto), presunta tana dell'animale in una pietraia sotto al Bric Bartulot.

- Cro daa Loup d'amount e d' aval (Vallone di Faetto), doppio toponimo relativo a due avallamenti tra cima Gardetta ed il Lago Lauson. 

- Gherp Loup(o du Loup), salendo tra la borgata Grasso e l'Albarea.

- Gavalupo (Gavloup, Bric e baita), rilievo alto poco più di duemila metri a sud ovest di Perrero. Il termine potrebbe derivare dal piemontese "gava" buco, apertura, esteso in questo caso al significato di tana. 

- Saout dar Loup, poichè si riferisce ad una rocca a strapiombo sul torrente Germanasca, sotto la strada che sale alla volta di Prali, dopo l'abitato di Poumeifrè, all'altezza della miniera della Gianna, "Loup" potrebbe riferirsi alla pietra, dalla radice preindoeuropea "lup". Nel caso invece che la nominazione si riferisca al lupo, questi, oltre ad essere l'animale in cui ci si poteva imbattere da queste parti, appare anche come figura di valore e quindi metro di giudizio (lupo come animale audace, coraggioso) per descrivere l'asprezza del luogo.

- Coumbo/a dar Loup, vallone che sale alla volta del Colle Giulian, a monte della frazione Ribba. Con il Passo dar Loup, sullo spartiacque, sembra completare uno dei percorsi "preferiti" dall'animale nei suoi spostamenti. 

Diego Priolo

(Estratto da "L'eco del Chisone" nn. 2-5 1997 - disegno di Tiziana Rajmondo)


data revisione:   16/07/2006