vecchio Piemonte

Curiosità storiche (021)                 

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Ortensia

 

 

Pinerolo in una stampa del 1650 (Milano, Raccolta Civica)

 

  Nel 1952, poco tempo prima di morire, il prof. Filippo Seves, attento ricercatore e studioso di folklore, affidava al settimanale Pellice un pezzo dedicato ad Ortensia di Piossasco, tratteggiandone le figura dal punto di vista storico e da quello leggendario, e riportando forse l'ultima memoria o ciò che restava, di un'elaborazione popolare su questo personaggio.

  Nella storia di Pinerolo sono poche le figure femminili salvate dall'oblìo. Indubbiamente il taglio storico maschile del passato non le ha certamente aiutate a mettersi in evidenza; pertanto se qualcuna di loro, nonostante tutto, si è meritata uno spazio tra le righe, l' impresa o la vicenda che la vide protagonista doveva avere veramente qualcosa di sensazionale.

   E la riprova si coglie pure nel trasferimento di quel fatto nel racconto popolare, specchio genuino di accettazione e di attribuzione di valore. Ortensia di Piossasco fu la moglie di Carlo, conte di Rivara, Governatore di Pinerolo sul finire del XVI° secolo. 

   Le cronache la tramandano come una donna molto attiva che collaborava intensamente con il marito, sostituendosi a volte addirittura a lui, quando questi doveva assentarsi, come nella notte del 25 Settembre 1592, quando ella sventò un assalto ai bastioni della città da parte delle truppe francesi del generale Ledisguières, dando subito l'allarme ed accendendo, secondo la tradizione, lei stessa i cannoni.

   Fu proprio a seguito di questo avvenimento, che la figura di Ortensia, probabilmente già popolare, assunse tra i suoi concittadini sempre più le connotazioni di eroina culturale, a scapito forse della sua personalità storica, con un'accentuazione ritrattistica di caratteristiche "guerriere", come ben evidenzia la leggenda-aneddoto in questione riportataci dal prof. Seves.

   Si narra che un uomo che aveva dileggiato la nobile donna, screditandone la fama, venne da questa fulminato con una "scoppiettata". Poi ella gli fece mozzare il capo, ordinando infine che esso venisse esposto al pubblico disprezzo. Attualmente, ad onorare la memoria di questa donna, c'è una strada che, partendo da P.za S.Croce, sale verso la collina di S.Maurizio, passando forse proprio dove sorgevano parte dei bastioni della città, difesi da Ortensia con tanta determinazione.

                                                                                                    Diego Priolo


(Estratto da "L'eco del Chisone"- 13 gennaio 2000 )

data revisione:   16/07/2006