vecchio Piemonte

Curiosità storiche (029)                  

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San Ruten

Chiesa di san Restituto (foto tratta da www.archeocarta.com/piemonte/torino/siti_torino/cesana.htm)


   La chiesa di San Restituto o di San Ruten, secondo la parlata locale, si incontra appena fuori dalle nostre valli, quasi all'imbocco del tratto conclusivo della Val Ripa-Argentiera nel comune di Sauze di Cesana. 

   La sua figurazione architettonica colpirebbe sicuramente meno l'attenzione - e forse anche la sua lunga storia sarebbe meno apprezzata - se essa, e questa è una delle sue peculiarità, non sorgesse in un luogo appartato, quasi equidistante dal comune di appartenenza e da Champlas du Col (frazione di Sestriere), indubbiamente determinante alla sua valorizzazione complessiva.

   Su questo insolito isolamento, la fantasia valligiana locale ha elaborato una giustificativa "chiacchiera di paese", diventata poi un racconto vero e proprio e pubblicato per la prima volta sulle pagine della rivista La Valaddo (n. 8), a firma di un certo Milot Mariolengo.

   Premessa: il racconto "data" la vicenda al periodo in cui la chiesa assunse il suo definitivo aspetto verso il sec. XVIII; in realtà la presenza di una cappella in seguito annessa o inserita in una fortificazione è qui documentata fin dall'XI secolo. Il suo stile, evidenziato soprattutto dallo svettante campanile (comune in ogni caso alla maggior parte delle chiese dell'alta Val Susa), può richiamarsi "effettivamente" alla vicina regione storica del brianzonese, sotto la cui dominazione, o come associato, questo territorio visse parte della sua storia.

   Alcuni secoli fa un ricco brianzonese, per sciogliere un voto e scaricarsi la coscienza, fece erigere nell'abitato di Sauze una chiesa. Poichè il paese ne possedeva già una, il fatto inorgoglì non poco i suoi abitanti, destando invece una buona dose di invidia nei vicini di Champlas che dovevano accontentarsi di una cappella. La cosa era difficile da sopportare e così nelle menti di questi ultimi balenò un ardito piano: portare via la nuova chiesa...

   Un anno dopo, in una notte di Dicembre, un gruppo di loro con un lungo e resistente canapo, frutto di un duro lavoro, raggiungeva in silenzio l'edificio sacro. Legatolo saldamente con la robusta fune, iniziarono subito a tirare e presto videro i loro sforzi premiati: la chiesa si muoveva.... Essa aveva già percorso un discreto tratto quando un certo Tabardel, scivolando, andava a cozzare violentemente il capo contro il campanile.

   La botta fece subito suonare le campane che svegliarono tutti gli abitanti, incapaci però sul momento di realizzare cosa fosse successo. Fu il sacrestano, quando si accorse che gli era sparito il luogo di lavoro... , a spiegare l'accaduto e ad organizzare la ricerca seguendo la scia lasciata sul terreno durante la rimozione.

   Come in ogni lieto fine la chiesa venne naturalmente trovata, ma si decise di non riportarla nel luogo d'origine. Dopo tutto, grazie a chi aveva tentato il "rapimento" (questo non poteva però essere ammesso pubblicamente), essa si trovava ora in una posizione che la valorizzava ancora di più e così da allora, grazie agli uni e grazie agli altri, San Ruten è nel cuore di tutti i valligiani di questo solare versante della Val Ripa.

Diego Priolo

(Estratto da "L'eco del Chisone" 3 febbraio 1995)

data revisione:   16/07/2006