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Morte del partigiano Giuseppe Penna

Camerano Casasco (Asti)


   In merito alle circostanze in cui trov˛ la morte, in combattimento, il partigiano Giuseppe Penna, desidero render noto quanto di seguito riportato. Appartenevamo allo stesso distaccamento partigiano (composto di dieci uomini): la notte precedente alla sua morte eravamo stati di pattuglia insieme e per un caso fortuito non seguii la stessa sorte.

   Il distaccamento era di sede a Chiusano d'Asti, paese confinante con Camerano Casasco e separato da una valle da Cinaglio, luogo in cui il Penna trov˛ la morte.

   Per chiarezza Ŕ necessario descrivere com'era costituita la Brigata partigiana in cui noi militavamo,
la V Brigata Superga Divisione Paolo Braccini, Colonna Berto, inquadrata nella Formazione "Giustizia e LibertÓ", il cui Comando di Brigata era costituito da Renato e Domenico (dei quali non ricordo il cognome non avendo avuto pi¨ rapporti con loro dopo la Liberazione) e da Mussa Ivaldi (eletto tempo dopo la fine della guerra nel Parlamento italiano per diverse legislature). La Colonna Berto, che prendeva il nome dal suo comandante, presidiava i paesi di Corsione, Villa San Secondo, Chiusano.

   La brigata era, per buona parte, costituita da Partigiani provenienti dalle vallate del Pinerolese, trasferitasi nell'Astigiano nella primavera-estate del 1944; ad essa si erano uniti i nuclei partigiani operanti nella zona: uno di questi era quello del Comandante Berto. La colonna Berto partecip˛ a diverse azioni di guerriglia: imboscate, sabotaggio a ferrovie e ponti stradali, attacchi a convogli fascisti e tedeschi in spostamento sulle strade statali colleganti ad Asti, azioni di disturbo durante i rastrellamenti.

   Nel rastrellamento del marzo 1945 (se ricordo bene inizi˛ il 2 o il 3) il nostro distaccamento che era il pi¨ vicino ad Asti - pertanto il pi¨ esposto - fu il primo ad essere attaccato dalle truppe nazifasciste; riuscimmo a sganciarci senza perdite, e incominciammo a spostarci sulle colline cercando di ricongiungerci con Berto ed i suoi uomini. La prima notte fummo ospitati in un cascinale a Camerano Casasco presso un parente del Penna.

   Con l'aiuto dei contadini che ci segnalarono dove si trovava il resto della colonna, riuscimmo a ricongiungerci: a quel punto la forza complessiva consisteva in un centinaio di partigiani, che, se pur con un armamento leggero, era in grado di operare decisamente contro la truppa fascista. 

   Tutti insieme rientrammo a Chiusano. Nella serata del 6 Marzo il Penna ed io fummo comandati di pattuglia per esplorare le zona circostante il paese e verso la mezzanotte fummo rilevati da altri compagni. Il Penna, invece di rientrare, volle recarsi da alcuni suoi conoscenti, abitanti sulla collina di Chiusano in direzione di Camerano Casasco, localitÓ Capannone. Io rientrai.

   Nella notte fummo allertati dalle nostre pattuglie: i fascisti, avendoci localizzati, si accingevano a circondarci con mezzi e forze di gran lunga superiori alle nostre. Rapidamente, ci allontanammo da Chiusano: l'operazione riuscý senza perdite.

   Al mattino il Penna rientr˛ in Chiusano e, avvertito che il paese era circondato, si port˛ nella vallata fra Chiusano e Cinaglio e lý trov˛ la morte.

   A fine rastrellamento, dai contadini del posto venimmo a sapere che cerc˛ di difendersi, ma fu sopraffatto e colpito mortalmente da una raffica di mitragliatrice.

                                                                                                          Armando Opinaitre

data revisione:   16/07/2006